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ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2006-06-07
La maggioranza dei senesi dà ancora fiducia a Cenni

Nonostante la preoccupazione dei partiti dell’Unione durante una campagna elettorale particolarmente difficile ed atipica, il sindaco uscente ricandidato Maurizio Cenni ha vinto di nuovo al primo turno con un risultato che è andato al di là delle aspettative con quasi il 55% e 20.000 voti a suo favore. La maggioranza dei senesi non ha dunque ceduto alle avance dell’ex sindaco Pierluigi Piccini, sostenuto da una serie di liste civiche e vera insidia di questa tornata elettorale, complice anche il ritardo e la poca convinzione con la quale la CdL si è presentata alla competizione, portando il centrodestra quasi a scomparire. Difatti il candidato della Casa delle Libertà, Alessandro Manganelli, scelto solo a 48 ore dalla scadenza utile per la presentazione dei candidati dopo una sofferta e lunga contrattazione interna, ha totalizzato un misero 12,77% e la somma dei voti di lista delle forze che lo sostenevano UdC, Forza Italia e Alleanza Nazionale non sono andate oltre il 13,07% conquistando solo 4 seggi complessivi in consiglio (2 FI e 2 AN, nessuno UdC) rispetto ai 13 accaparrati nel 2001. La Mongolfiera, la lista civica che appoggiava Piccini diviene invece il secondo partito della città con il 15,76%, dimostrando che le aggregazioni spontanee di cittadini, se ben coordinate e riempite di programmi e contenuti, possono erigersi a soggetto politico credibile. Altrettanto bene sono andate le altre due liste civiche Libera Siena e Impegno per Siena rispettivamente con il 3,41% e il 2,63% conquistando un seggio cadauna e portando insieme agli eletti della Mongolfiera a 8 il numero dei consiglieri di uno spezzone rilevante di opposizione che si presenta particolarmente agguerrita e competente. D'altronde il candidato Piccini, che da solo ha preso oltre il 31% delle preferenze (ben oltre la percentuale complessiva delle liste che lo sostenevano), vanta una pluridecennale esperienza amministrativa maturata in particolar modo nella carica di primo cittadino, quando era espressione del centrosinistra e osannato dalla cittadinanza, prima che una travagliata vicenda, una volta finito il secondo mandato, lo facesse entrare in rotta di collisione con il suo partito, i DS, e successivamente ad abbandonare la stessa formazione. Sicuramente Piccini, ed il gruppo dei suoi collaboratori fra i quali figura anche l’ex prefetto ed ex capo del Sisde Vittorio Stelo, riqualificherà la funzione dell’opposizione in consiglio che nel mandato precedente non ha certo brillato per antagonismo e azione contraddittoria.
Tuttavia la coalizione di centrosinistra ha registrato un ottimo risultato e il rieletto Cenni ha dimostrato di godere nuovamente della fiducia della maggioranza dei senesi. A lui spetta il compito di proseguire l’azione di governo che prevede il completamento di tante opere e progetti varati nel precedente mandato, non ultimi il regolamento urbanistico derivante dall’applicazione del piano strutturale, la costruzione del nuovo stadio ad Isola d’Arbia e la creazione del Parco Urbano della città.
Ritornando però all’analisi elettorale c’è da rilevare una notevole crescita della Margherita che è passata dall’oltre 8% del 2001 all’attuale 12,71% e quella de I Riformisti, aggregazione di ispirazione socialista composta in prevalenza da militanti dello SDI, che passa dal 4,5% del 2001 al 9,51% raddoppiando dunque i voti. Di contro si registra invece un sensibile calo dei Democratici di Sinistra che con il 29,67% perdono oltre il 4% dei voti e 2 seggi rispetto al 2001, un dato che aprirà sicuramente una riflessione interna, considerato che molto del consenso scomparso è approdato o alla lista di Piccini o alle altre componenti dell’Unione, Rifondazione Comunista inclusa, che ha incrementato la sua percentuale di oltre il 2%, raggiungendo il 6,04% e portando a 2 i consiglieri eletti. E’ chiaro che qualcosa non abbia funzionato per il verso giusto e che probabilmente un latente malumore che si registra tanto nella base e nel gruppo dirigente diffuso, quanto nell’elettorato di riferimento, rispetto all’autoreferenzialità di un partito che non riesce più a dialogare con l’esterno, non riesce più ad attivare la partecipazione di massa, non effettua un serio ricambio dei dirigenti e degli amministratori e sembra eccessivamente ripiegato sulla conservazione del potere acquisito, ha portato a manifestare un percettibile dissenso. Non è un caso che per quanto riguarda le preferenze individuali ricevute dai candidati al consiglio comunale della lista DS, abbiano fatto il miglior risultato gli indipendenti e quei soggetti provenienti dalle componenti coofondative dei DS come Laburisti o Cristiano Sociali, che hanno una maggiore capacità di relazione e di interlocuzione con l’opinione pubblica e la cosiddetta società civile.
Si tratta dunque di aprire internamente al partito il dibattito su quelle che possono essere state le carenze e gli errori commessi, al fine di migliorare l’azione di governo e renderla più dialogante con l’esterno, di riposizionare una funzione forte del partito che all’occorrenza sappia anche aprirsi a nuove esperienze e recuperare quella parte di credibilità che è stata erosa.
Allo stesso tempo è plausibile che ancor più che nel passato i DS possano rischiare di divenire prigionieri delle rivendicazioni e delle pressioni della Margherita e dei Riformisti, formazioni molto legate ala gestione del potere, che pur tuttavia hanno registrato un grande incremento e diventano più che mai determinanti per garantire la governabilità.
Quindi non aspetta un lavoro facile al rieletto sindaco Maurizio Cenni, già a partire dalla composizione della giunta che dovrà essere rispettosa degli equilibri usciti dalle elezioni, cercando però di riqualificare un organo che nel precedente mandato ha navigato fra luci e ombre. Così come non sarà facile sviluppare un’azione incisiva dei gruppi consiliari di maggioranza, chiamati a respingere l’offensiva dell’opposizione più dura degli ultimi venti anni. Ma c’è sicuramente il tempo e le forze necessarie per organizzare idee, azioni ed energie utili alla causa.

Simone Petricci