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Intendo parlare sul punto 5) “Le procedure esistenti sono capaci di garantire la legittimità democratica delle decisioni?”.
La domanda è, lo sappiamo tutti, retorica. La risposta è infatti conosciuta: le attuali procedure non sono capaci di garantire la legittimità democratica delle decisioni. Ecco perché siamo qui per fare una Costituzione.
Sembra talvolta che lo spazio europeo sia uno spazio che consenta ai Governi di assumere decisioni al di fuori della capacità dei Parlamenti nazionali di influirvi direttamente. Questo comporta un problema di procedura nei rapporti tra Parlamenti nazionali e i rispettivi Governi.
Ma comporta soprattutto un problema di responsabilità europea verso i popoli europei.
Questo è vero in particolare per i problemi economici e monetari. Dodici nazioni europee dando vita all’Euro hanno operato un trasferimento di sovranità che non ha precedenti nella storia e questo è avvenuto in un campo delicato e determinante come quello monetario.
A fronte di questo trasferimento di sovranità non c’è stato un corrispondente potere europeo di politica economica. La politica monetaria è europea ,le politiche economiche e sociali sono nazionali. Questo fa si che ci siano in Europa dei nuovi movimenti anti-europei che sognano il ritorno alle vecchie politiche nazionali, rese impossibili dal patto di stabilità che costituisce la base su cui è stata costruita la moneta unica, l’Euro.
Il segnale che deve uscire da questa Convenzione è proprio l’opposto e cioè che i problemi del governo dell’economia si affrontano a livello europeo.
Anche qui, è dal livello europeo che dovranno scaturire le risposte ai problemi economici e sociali dell’Europa, cioè ai problemi che inquietano e preoccupano l’opinione pubblica europea.
Questo comporta la necessità che i fondi a disposizione dell’Unione non devono essere utilizzati solo per assistenza ai più svantaggiati, ma devono poter essere utilizzati anche ai fini congiunturali. Quella politica keynesiana che non è più effettuabile a livello nazionale va effettuata a livello europeo.
La posta in gioco più importante è in questo senso il governo dell’Euro, la questione dell'Eurogruppo è un esempio di quello che deve essere la cooperazione rinforzata.
Si formerà una volontà politica europea che non sia ostaggio della mera contrattazione tra Stati?
Questo è l’augurio e l’auspicio. Ciò significa regole e procedure che permettano l’affermazione di una volontà e di una politica europee.
Cruciale in questo senso è, nel Consiglio europeo, l’adozione delle decisioni a maggioranza qualificata e non all’unanimità. Parlamenti nazionali e Parlamento europeo devono poi trovare un elemento di sinergia.
Infine le proposte che si sono manifestate, come quelle di Blair e della Commissione Prodi, sono segnali positivi di attenzione e di considerazione dei lavori della Convenzione. Non credo che sia impossibile pensare ad una sintesi.
Il documento della Commissione, che è stato molto ben illustrato da Michel Barnier, è un atto vigoroso di fiducia nell'Europa.
Il principio, proposto da Tony Blair, dell'elezione di un Presidente stabile del Consiglio europeo è anch'esso una proposta diretta a rafforzare l'Unione europea.
A noi, Convenzione europea, il compito di realizzare una sintesi tra ruolo della Commissione e del Consiglio che sia al tempo stesso efficiente e democratica.