La vicenda tragica del medio oriente ripropone la necessità di un’Europa che possa costituire un soggetto politico vero, in grado di dare un contributo alla risoluzione delle grandi crisi internazionali.
Le soluzioni istituzionali che la convenzione europea saprà trovare per risolvere i problemi dell’allargamento, dovranno essere finalizzate a questo scopo di alto profilo politico ed etico.
Da questo punto di vista è di grande importanza la prossima sessione della Convenzione Europea, che, nei giorni 15 e 16 aprile p.v. discuterà su “Le missioni dell’Europa”.
Dal punto di vista tecnico, una possibile soluzione del problema può essere trovata nella riforma dell’istituto della Presidenza del Consiglio Europeo. Questo non può essere più dato a turno alle varie nazioni per un periodo limitato di tempo come sono gli attuali sei mesi, ma va portato ad almeno due anni con elezione di un vero e proprio presidente del Consiglio Europeo.
Ma è dal punto di vista politico che occorre assumersi tutta la responsabilità che viene dall’essere ormai l’Europa una Unione che ha più abitanti degli Stati Uniti e che, dopo l’allargamento, si avvia a circa mezzo miliardo di abitanti. L’Europa non può essere gigante economico e nano politico.
Quanto a quelli che chiedono un ritorno di potere agli stati nazionali, bisogna rispondergli che il problema è esattamente l’opposto. Dopo l’Euro ad esempio, il problema è avere un potere democratico sulla politica economica a livello europeo, che oggi manca. Ritorni indietro in questo campo non sono possibili.
Maggiore democrazia, maggiore corrispondenza tra livello di decisioni e livello di responsabilità, si ottiene a livello europeo e non sognando un ritorno a poteri nazionali che, nell’era della globalizzazione, sono ampiamente fuori della nostra portata
Nell’attuale fase di ascolto, Firenze può e deve essere uno dei punti fondamentali di riflessione sui lavori della Convenzione Europea.
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