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freccia "compagni siete riabilitati" il grano e il loglio dell'esperienza socialista, Editori Riuniti.

 

freccia L’Unità dei riformisti ed il socialismo europeo Ne discutono i ventenni Lunedì 9 ottobre ore 17:OO Via degli Alfani 101/r Firenze

 

freccia appello per un nome socialista dei ds partito del socialismo europeo

 

freccia scrivici!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Care compagne e cari compagni,

Insieme a un gruppo di compagni, tra cui molti giovani, abbiamo elaborato il seguente  documento-appello che sottoponiamo alla tua considerazione. Se vorrai aderire, o comunque mandarci dellle considerazioni, ti prego di inviare una e-mail a spini_v@camera.it

Grazie per l'attenzione, fraterni saluti.

Valdo Spini

PER L’UNITA’ DEI DEMOCRATICI E DEI RIFORMISTI ITALIANI NEL SOCIALISMO EUROPEO

Un riformismo forte

L’Italia ha bisogno di un “riformismo forte”, interprete coerente di quel riformismo socialista, democratico e liberale che, in diversi paesi europei , riunendo credenti e non credenti, cristiani e laici , si è proposto ed ha attuato un incisivo programma di riforma della società nei suoi vari aspetti, sociali, economici, civili e culturali..
E’, del resto, la grave eredità del governo Berlusconi e, più in generale, la posizione relativa del nostro paese rispetto agli altri paesi europei e, dal punto di vista della crescita economica, di quella dell’Europa rispetto a USA, Cina, India e Giappone nonchè lo squilibrio finanziario dell’Italia rispetto al patto di stabilità, che ci richiamano, oltre che al rigore del buon governo e al risanamento finanziario alla più viva necessità di un riformismo forte. Un riformismo capace veramente di sollevare energie e consensi per un nuovo impulso che rimetta in moto la società italiana ricollocandola pienamente nello scacchiere europeo e che dia speranze concrete ai giovani e alla loro capacità di vivere pienamente la loro vita in una società capace di assicurare al medesimo tempo Giustizia e Libertà. Il nesso Italia - Europa dovrà essere il nucleo solido di questo ambizioso progetto.
E’ giunto il momento che le varie componenti storiche dell’area del centro-sinistra si misurino con questo compito fino in fondo.
Lo sviluppo del processo unitario non solo nell’ambito dell’attuale lista dell’Ulivo ma in quello di tutte le forze politiche potenzialmente interessate al progetto di quello che viene definito “Partito democratico” è un fatto di grande importanza. Risponde ad un’esigenza manifestata in più occasioni, sia dal “popolo delle primarie” che dagli elettori.
Il Partito Democratico non è in ogni caso una risposta scontata, uno sbocco obbligato. Permangono in alcuni remore e timori, talvolta giustificati, circa la natura del nuovo soggetto, la sua identità, i suoi valori fondanti, i suoi riferimenti politici e culturali in Europa e nel mondo. Sono domande precise che debbono trovare risposte puntuali e non ambigue.
Partendo da un assunto: in questa società e in questo Paese non sono venute meno le ragioni del socialismo democratico e liberale, della sinistra e di una grande forza popolare capace di trasformare l’esistente e di risolverne le contraddizioni. Non è quindi il superamento dei valori e dei grandi obiettivi di trasformazione sociale che hanno segnato il secolo scorso a muovere verso la costruzione del Partito Democratico. Al contrario, è in nome di quei valori di libertà ed uguaglianza e di quegli obiettivi di pace e di progresso sociale che occorre oggi unire quelle culture e quelle forze politiche della sinistra e del riformismo che nel ‘900 sono rimaste divise da fratture storiche che oggi sono superate.
Bisogna dunque innescare un confronto serio e profondo, privo di ambiguità se vogliamo affrontare una così epocale sfida storica. Per questo l’avvertenza preliminare sarà partire con il piede giusto, per unire e non per dividere. Non ci si può definire, ad esempio e per le ragioni sopra dette, in negativo rispetto al socialismo europeo. Il processo unitario italiano nell’ambito del centro-sinistra deve verificare la sua collocazione europea e internazionale in modo aperto e spregiudicato, non partire da un “no comunque”, o da un non meglio definito “oltrismo”, un andare “oltre” le esperienze del socialismo democratico e liberale , che sembra immotivato alla luce del fatto che tutte le principali forze di centro-sinistra o di sinistra democratica a livello europeo si riconoscono nel partito del socialismo europeo, ed è quindi con queste , e, auspicabilmente, con altre forze, che dobbiamo affrontare le sfide del futuro. Bisogna partire dal campo delle esperienze che oggi esso rappresenta da Zapatero a Blair, Müntefering, Perrsøn per delineare una posizione italiana che sia al tempo stesso originale ma anche inserita nel contesto europeo. In altre parole, il processo unitario italiano nell’ambito del centro-sinistra deve verificare la sua collocazione europea e internazionale in modo aperto e spregiudicato, non partire da un “comunque no” che sembra immotivato, alla luce del fatto che tutte le principali forze di centro-sinistra o di sinistra democratica a livello europeo si riconoscono nel partito del socialismo europeo.
Spetta ai Ds affermare questo dato politico, con grande lealtà e sincerità, per evitare malintesi che potrebbero manifestarsi in seguito e, questi si, potrebbero poi ritorcersi negativamente sulla qualità del rapporto politico tra le forze dell’Ulivo e più in generale tra quelle che sostengono il governo Prodi. Ma questo va detto anche per non precludere ai DS una robusta e vivace continuazione di quel processo che li ha visti collocare , prima a Firenze nel 1998 il simbolo del partito del socialismo europeo alla base della quercia e , poi, nel congresso di Roma del 2005 , accogliendo un appello di Valdo Spini, Giorgio Benvenuto, Giorgio Ruffolo, Alfredo Reichlin, Bruno Trentin e Pasqualina Napoletano, a scrivere in quello stesso simbolo per esteso il nome “Partito del Socialismo Europeo”.
In altre parole vorremmo che gli eredi ideali di quelle “tre socialdemocrazie” di cui parlava Giorgio Galli alla metà negli anni sessanta possano unirsi e convergere. Galli le individuava in quella “ufficiale”, socialista e socialdemocratica, quella cattolica della CISL e delle Acli, quella sindacale e municipale e più in generale,del riformismo comunista, divise allora dalla “guerra fredda” ma suscettibili potenzialmente di unirsi in una formazione politica pluralistica, una volta che il muro di Berlino fosse crollato.
Diverso sarebbe il discorso se i DS, che rappresentano la forza più consistente del socialismo europeo in Italia, anziché accentuare i caratteri di un moderno riformismo socialista, laico, democratico e liberale, fossero disposti ad attenuarne i tratti accettando una sorta di pregiudiziale anti socialista europea che avrebbe il suo fondamento in una riscoperta di una peculiarità italiana, non da analizzare spregiudicatamente per trovare i modi di superarla, quanto da considerare immutabile per affermarne la perpetuazione. Questo significherebbe in verità creare un vuoto politico che qualcun altro si incaricherebbe di riempire.
Pertanto riteniamo necessario che nei DS si presenti con chiarezza al dibattito una tale posizione, presentandosi con caratteristiche profondamente unitarie, nella consapevolezza di quanto sia largo nel partito il consenso reale a questa questione.

Partecipazione, democrazia e riforma della politica
A fronte delle elezioni d'aprile il dato più rilevante su cui riflettere deriva dalla abolizione, nel percorso di composizione delle liste per Camera e Senato del rapporto diretto tra eletto ed elettore. Non più le preferenze, già abolite nelle politiche del 1994, ma nemmeno più i collegi,né alla Camera né al Senato. Una modifica sostanziale che ha sottratto dal rapporto politico di rappresentanza, da una parte il territorio di riferimento dei singoli deputati, precedentemente individuato e rappresentato dal collegio di provenienza, e dall'altra la partecipazione diretta dei cittadini, esclusi non solo dalla fase consultiva che ha preceduto la composizione delle liste ma soprattutto da quella della selezione vera e propria dei propri rappresentanti che ha visto partecipi solo i partiti organizzati ed i loro apparati di dirigenza federali, regionali e nazionali. Non a caso del resto la riforma elettorale del centro-destra anticipa alcuni istituti della riforma costituzionale che abbiamo voluto abrogare con il no al referendum, ridimensionando pesantemente il ruolo del Parlamento.
Sarebbe stato saggio e responsabile per le nostre segreterie politiche valutare il ricorso a strumenti di integrazione del consenso, come il ricorso alle primarie.
Un secondo dato su cui riflettere è la geografia politica che è emersa con il voto dello scorso aprile: l'elettorato italiano assume sempre più una fisionomia a geografia variabile. Esiste una articolazione profonda dell'Italia, dell’orientamento politico dei suoi territori, delle sue esigenze organizzative, del rapporto tra poteri locali e poteri centrali, della percezione dello stato e dei poteri pubblici che non riusciamo a intercettare in anticipo. Oggi per l’Italia vale più che mai quello che Fernand Braudel, alla fine degli anni ottanta scriveva delle Francia – “La Francia –scriveva- si chiama diversità”, ebbene l’Italia si chiama oggi diversità! Da questo dato dovremmo ripartire per pensare la forma associativa e organizzativa del nuovo soggetto politico che intendiamo costruire. In questo senso dovremmo raccogliere gli inviti pervenuti da più parti a impostare un percorso costituente su scala federale, che entri nel vivo delle pieghe di un territorio sempre più esploso e articolato sui diversi livelli di governance e tenuto assieme da una sussidiarietà sempre più complessa. A questo proposito ci sia consentito osservare che non c’è bisogno di cercare altrove le radici di una tradizione federalista. Con accenti diversi da Cattaneo in giù potremmo delineare una genealogia del pensiero federalista democratico che va da Gaetano Salvemini ad Ettore Ciccotti, da Luigi Sturzo a Napoleone Colajanni.
In queste due direzioni crediamo che la parola “democratico” debba essere sostanziata non solo nel nome ma nella forma del partito, per scongiurare il rischio già evidenziato da varie parti, di un’operazione di debolezza, che nasce dalla sommatoria a freddo di apparati e oligarchie di ispirazione centralistica. Dovremmo soprattutto essere in grado di dare un indirizzo alla riforma ed all'autoriforma della politica, a partire da una sincera adesione ad un modello elettorale maggioritario per cui battersi, collocandolo al centro delle grandi riforme costituzionali di cui un autorevole governo deve essere capace. La prima e dura prova sarà quella di contrastare la frammentazione e ridurre tutti gli incentivi pubblici che impediscono la semplificazione del quadro politico nazionale in soggetti largamente maggioritari. In questo senso si muove la proposta di riforma della legge elettorale n. 704, presentata in questa legislatura da alcuni deputati dell’Ulivo. Essa prevede per la Camera il ripristino dei collegi uninominali, ma con un sistema elettorale maggioritario a doppio turno, si potrebbe dire “alla francese”. Per difendere il pluralismo, il 25% dei seggi verrebbe assegnato con il sistema proporzionale ma, al tempo stesso, per impedire una frammentazione che ha più che raddoppiato il numero dei partiti della fu prima repubblica, si fissa la soglia di sbarramento per questa quota al 5%. In tal modo verrebbe ripristinato il rapporto tra eletti ed elettori, essenziale anche per contribuire alla vita democratica dei partiti, mentre la stabilità non verrebbe assicurata da un premio di maggioranza, quanto dall’aggregazione e dall’evoluzione dei partiti stessi.
Dall’altro lato si impone l’uso generalizzato dello strumento delle primarie, più volte verificato con esiti positivi nell’ambito del centro-sinistra, si impone come strumento di rapporto tra base e vertice, quanto più si va avanti sulla strada dell’Unione delle forze riformiste e del centro-sinistra.
Sappiamo bene ,del resto , che dietro la richiesta di partito democratico vi è anche l’insoddisfazione per la vita concreta degli apparati dei partiti esistenti

L'elettorato Ulivista e il ruolo dei partiti.
Nella costruzione del partito democratico, molta enfasi viene data al dato dell’ultimo risultato elettorale che ha visto la lista dell’Ulivo superare la somma delle liste separate di Ds e Margherita alla Camera. Veniamo alla sostanza: nel caso dell’Ulivo,si tratta di un aggregato elettorale che va scomposto e analizzato. Più dell'80% di chi al senato ha votato per DS e Margherita alla Camera ha scelto l'Ulivo, ma nei dodici milioni raccolti da questa lista non ci sono solo i due partiti sopramenzionati, anzi emerge con chiarezza che l'orizzonte dell'Ulivo sembra avere confini sempre più estesi in grado di riassumere molti dei sentieri interrotti sia dal punto di vista della ricomposizione delle culture politiche della storia repubblicana che dell'estensione e della rigenerazione della democrazia rappresentativa oltre la crisi dei soggetti politici tradizionali della storia repubblicana. Si offre oggi un terreno potenziale per la ricostruzione e la rigenerazione delle nostre culture politiche di sinistra, socialiste liberali e popolari. Un discorso che può riguardare anche chi nella stessa Rosa nel Pugno, tiene a considerarsi parte del socialismo europeo. A questo fine è auspicabile che da subito prenda avvio una fase "costituente" in cui sia intenso e sistematico il confronto sui valori e sulle scelte di fondo di un così ambizioso progetto politico. Tuttavia stiamo assistendo ad una dinamica di confronto al ribasso che esclude dal terreno di condivisione le incongruenze e le differenze, inseguendo un grado di minimo di integrazione che indebolisce e riduce la spinta federativa. Un vero incontro può scaturire solo dalla costante condivisione, non solo dei contenuti e dei valori ma soprattutto della procedura e del metodo di discussione. In questo senso l'assenza dell'iniziativa dei partiti non può essere sostituita dalle generose e spontanee esternazioni del mondo dell'associazionismo e delle amministrazioni locali dove , per ovvie ragioni, l'esigenza di unità e di semplificazione non si regge né si coniuga alla luce delle profonde scelte politiche che stanno dietro un così ambizioso progetto politico e che riguardano il futuro della nazione . I partiti non possono delegare su questo terreno e devono interrogarsi sul senso profondo della loro funzione e della loro necessità d'esistere. L'Italia non può rinunciare ad un partito di rango europeo e deve altresì scongiurare di tradurre le sue anomalie in esperimenti da proporre ad una comunità politica strutturata e solida come quella europea di cui il PSE è soggetto di governo a pieno titolo. È impensabile che i DS possano rinunciare al vincolo di appartenenza con il PSE e l'Internazionale socialista; significherebbe rinunciare ad una presenza forte e robusta dell’Italia in Europa e dell’Europa in Italia.
Tale assunto implica anche il riconoscimento della necessità di un congresso nazionale dei Ds per intraprendere la strada di un partito unico. Infatti la mozione di maggioranza approvata al Congresso di Roma del 2005 dice testualmente: “Abbiamo indicato i caratteri della Federazione dell’Ulivo a cui i Ds vogliono concorrere con la loro forma e identità: vogliamo federare non i moderati ma i riformisti, vogliamo costruire un soggetto federativo che non annulli le identità dei partiti, ma le faccia incontrare e da essi tragga forza per un progetto comune…… vogliamo non solo sommare gli elettori dei partiti che si federano, ma anche quella vasta platea di cittadini che si identifica più nella coalizione che nei suoi singoli componenti……”.
Di fatto che cosa è avvenuto ? Che non si è nemmeno provato a sperimentare la federazione. Ma se ci si chiede oggi di passare alla costruzione di un partito unico, questa necessita di una specifica autorizzazione congressuale, necessaria per garantire sia il pluralismo delle posizioni politiche, serietà e profondità del confronto.

Ulivo o PD. Il nodo della collocazione europea: il cuore del problema è l'Italia in Europa
Siamo dinanzi ad una sostanziale novità politica che apre ampi margini di iniziativa e profondi spunti di riflessione. Tra camera e senato abbiamo assistito alla compresenza di due modelli alternativi, da una parte la presenza dei simboli tradizionali e dall'altra un esperimento di federazione che, sia pure condotto in chiave simbolica, ha segnato la cifra del cambiamento che una forte ripresa dello sforzo di semplificazione, di chiarimento e di integrazione delle culture del riformismo italiano potrebbe imprimere a tutto il sistema politico costituendo l'avvio di una nuova "costituente" della sinistra italiana. Sono molti i nodi da sciogliere, a partire dalla collocazione europea del centrosinistra italiano e siamo lontani dalla condizione favorevole perché un grande soggetto del riformismo nazionale che possa competere con i grandi partiti della socialdemocrazia e del socialismo europeo nasca e si radichi nel paese. Ma un punto vivo e non morto di questa discussione, (altro che indice di un preliminare arroccamento identitario!) è costituito dall’appartenenza europea del nuovo soggetto che intendiamo costruire. Se riteniamo necessario chiarire questo passaggio è perché ad ispirarci c’è una ben precisa idea d’Europa, non solo funzionalista , né semplicemente intergovernativa, ma costituzionale e comunitaria in senso forte, vogliamo un Europa politica. Se su queste basi si pone il problema dell’Italia in Europa, d’altro canto è speculare il nodo dell’Europa in Italia sono corni di uno stesso problema che rivelano l’anomalia italiana in tutta la sua vulnerabilità e non possiamo farne un punto di forza! Del resto lo stesso Antony Giddens (Repubblica 7/6/2206), ha auspicato che il nuovo soggetto che potrà nascere in Italia possa essere nel suo orientamento più socialdemocratico dei Democratici americani. A questo proposito sia consentito aggiungere che i DS potrebbero ancora dare un grande contributo a questa fase "costituente" se completeranno il percorso di identificazione e di assimilazione del socialismo europeo, a partire dalla valorizzazione del nuovo simbolo presentato al senato (che avrebbe meritato maggiore spiegazione e maggiore risalto) ed avrebbe dovuto aprire un'intensa discussione sulle radici della nostra cultura. Non è quindi ancora giunto il momento per arrendersi alla sfida, non è ancora "troppo tardi". Passando da un chiarimento definitivo sulla nostra natura di soggetto del socialismo europeo noi DS possiamo dare basi solide alla "costituente" del nuovo Ulivo con i nostri valori e con la nostra storia, perché “il socialismo non è morto”.
Del resto, non è la stessa cosa affrontare il percorso unitario nell’ambito dell’Ulivo, presentandosi come Ds, cioè come forza politica consapevole di rappresentare in modo pluralistico il socialismo europeo in Italia, o, come ex PCI , cioè considerando il partito democratico come ultimo anello della legittimazione del PCI-Pds. Noi riteniamo che la prima delle due ipotesi sia la più forte per i Ds , per tutti i Ds.

Valori e identità. Il PSE.
Il socialismo europeo ha rivelato negli ultimi anni una vitalità per certi versi inattesa, e sebbene ancora insolute rimangono alcune questioni di fondo sul futuro riassetto dell’Internazionale socialista e dello stesso PSE le più recenti esperienze dei governi socialisti in Europa hanno dato nuova linfa alla rigenerazione dei valori e dei contenuti di un moderno socialismo di governo. Si pensi al fecondo rapporto con la cultura ambientalista. Si pensi all’estensione delle libertà e dei diritti civili delle donne, degli immigrati degli omosessuali, delle categorie deboli (anziani e bambini) di cui si sta facendo fermo promotore il PSOE in Spagna, con quello che è stato definito “il socialismo dei cittadini”.. È un terreno di straordinaria vitalità in cui è possibile, anche attraverso riforme a costo zero, liberare fondamentali energie nella società, il cosiddetto nucleo di politiche e di valori detto:“quarto pilastro”. Il socialismo europeo è stato in grado di ripensare i diritti tradizionali, di individuarne nuovi, di ripristinare una corretta relazione tra mercato e società rivelando una giovinezza di fondo delle sue matrici originarie tutta da riscoprire e riaffermare.Questo ha permesso una feconda convivenza nei partiti socialisti europei di credenti e non credenti, di cristiani e di laici. Gordon Brown nel lontano 1992 annotava in un documento della “Commissione sulla giustizia sociale” organo del New Labour da lui presieduto, che era giunto il tempo di trasformare: “lo Stato sociale da una rete di sicurezza per i tempi difficili in un trampolino per le opportunità economiche”; affermare “la necessità di migliorare radicalmente l’accesso all’educazione e alla formazione investendo molto più nei talenti individuali”.
Più in generale vogliamo riaffermare come nel nome “socialista” (aldilà dell’uso distorto che in Italia, come di altre nobilissime parole, ne è stato fatto) è insito un impegno etico-politico per il coinvolgimento dei chi è più svantaggiato, debole ed emarginato nel contesto di una società democratica. Come diceva Rosselli, il socialismo è la concretizzazione degli ideali del liberalesimo. Prima di rinunciare a questo nome, e alla cultura politica che esso rappresenta, bisogna veramente pensarci bene.
Le compagne e i compagni firmatari di questo testo, lo considerano come un appello unitario alla discussione e al dibattito interno, perché le decisioni che andiamo a prendere siano forti e meditate. Un appello che ci auguriamo largamente condiviso da tutti quelli che hanno a cuore che in Italia continui e si rinnovi una presenza socialista, democratica e liberale.

 

PRIME FIRME DI PROPONENTI

Valdo Spini , deputato, membro della direzione nazionale Ds
Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte
Giuseppe Caldarola, deputato membro del Consiglio Nazionale Ds.
Marta Vincenzi, deputato europeo Ds-PSE
Giorgio Ruffolo, membro del Consiglio Nazionale DS - Presidente Centro Europa Ricerche
Franco Grillini, deputato dell’Ulivo
Gianfranco Pasquino, Bologna
Giovanni Pieraccini, Senatore
Anna Carli, membro del Consiglio nazionale Ds
Carlo Carli, membro del consiglio nazionale Ds
Marco Bellion, consigliere regionale DS regione Piemonte
Massimo Mezzetti, consigliere regione dell’Emilia Romagna , già segr. Fed Modena
Matteo Bessi, presidente giovani del Circolo Rosselli
Giampaolo Mati, CGIL Nazionale
Alfonso Musci, Dir. Prov. DS Taranto e membro direttivo de La Città Futura
Antonio Finelli, direzione provinciale DS di Modena
Franco Coccia, Presidente Associazione ex-Parlamentari (Roma)
Vincenzo Calì,consigliere circoscrizionale di Trento.
Marco Mazzi Capogruppo Ds alla Provincia di Livorno
Donata Pacces direz. ds Roma – consigliere municipale
Leonardo Barcelò Consigliere Comunale di Bologna
Diego Franzoni Capo gruppo DS Consiglio Comunale di Ancona
Michele Fiorillo Direttivo “La Città Futura”, Federazione DS di Pisa
Carmine Pinto, responsabile organizzativo regionale Ds Campania
Franco Benaglia Direzione regionale Emilia Romagna
Bruno Sessarego, Direzione Regionale DS Liguria
Filippo Stirati Membro segreteria regionale DS Umbra
Alessia Potecchi coord donne sez.ds Porta Venezia Milano
Andrea Ofretti presidente consiglio comunale Massa
Pasquino Ferrioli presidente direzione provinciale DS di Ferrara
Diego Perifano, Direttivo regionale Ds Campania
Paola Poggipollini - Segreteria DS della Federazione di Ferrara
Acquafresca Luca (Milano) Non iscritto
Alberini Guido, Consigliere Comunale Ds Brescia
Aloisio Salvatore, Universita' di Modena - non iscritto.
Allocca Pasquale Laboratorio a Sinistra, Marigliano (NA)
Aloe Gianluca, Ds Rossano
Aloisio Salvatore Università di Modena, non iscritto
Amadi Fabio, DS Marghera (VE)
Ancilotti Paolo, Ds Castelfiorentino (Fi)
Angelini Fabrizio Direzione DS di Ferrara
Aviotti Giampiero Segreteria Comunale DS Massa
Aviotti Marco sezione DS di Massa “Circolo Laburista”
Aguiari Francesco della commissione dei garanti dei Ds di Ferrara
Badalassi Renzo DS Pontedera (PI)
Badiali Rinaldo, Ds Ancona
Baldeschi Mario - Consigliere Provinciale a Livorno
Bani Lorenzo DS Pisa
Barbero Alberto presidente consiglio comunale Pinerolo (TO)
Bardi Valerio Consigliere comunale a Collesalvetti Livorno
Battocchi Giovanni Presidente del Consiglio di Circoscrizione n. 3 di Livorno
Bergomi Claudio Direttivo Sez. DS Francesco Re Basiglio-Milano
Bertani Gianfranco DS Verona
Bertazzini Maura Direttivo sez. DS Luciano Lama, Milano
Bartezzoghi Vittorina, Direttivo DS Torre Pellice (TO)
Barbieri Andreina, consigliere comunale Genova
Bartolini Luciano DS Firenze
Bertalot Claudio presidente comunità montana Val Pellice (TO)
Bartolozzi Stefano segretario sez. DS "E. Poli" - Ponte di Mezzo
Battaglia Umberto, Ds Pontremoli (MS)
Battilani Alberto Sindaco di Calice al Cornoviglio (La Spezia) membro direzione Reg. DS Liguria
Beneduce Giuseppe, DS Foggia
Berni Francesco Segretario Sg Viterbo
Bianconi Sergio Roma- non iscritto
Bientinesi Paolo DS Cecina
Bellini Ornella, assessore ds comune Perugia
Bertozzi Marco DS Umbria
Bertipagani Maria Assunta, circolo femminile Laburista Massa
Bigi Mauro Ds Reggio Emilia
Bogani Giulio, resp. cultura Sinistra Giovanile Firenze
Boccagna Ugo
Bocchino Gaetano Laboratorio a Sinistra, Marigliano (NA)
Bocchino Speranza Napoli, non iscritta
Bonacchi Graziano Consigliere Provinciale DS Pistoia e membro direttivo fed. DS Pistoia
Bonato Giuliano segretario regionale sinistra giovanile Veneto
Bonatti Fabrizio, vicesindaco di Casaleone, Verona, Federazione DS Verona
Borsetti Ugo, membro direzione comunale Massa
Budillon Alfredo Segreteria Regionale DS Campania
Brizzi Vittoriano, Ds Pescia PT
Brusini Marzio Consigliere DS Quartiere 2 – Firenze
Budillon Alfredo Segreteria Regionale DS Campania
Cabiati Mimmo, DS Roma
Caccavale Pasquale Laboratorio a Sinistra, Marigliano (NA)
Caini Roberto DS Firenze
Cafissi Anna Vice presidente Circolo Rosselli di Firenze
Caliendo Angelo segretario cittadino SDI, San Vitaliano (NA)
Campani Mauro Consigliere DS provincia di Lucca
Campagnano Alessandra, Segretario Istituto Socialista di studi storici
Campopiano Michele DS Pisa – iscritto “La Città futura”
Cantore Carlo, Sinistra Giovanile Basilicata – La Città futura Pisa
Capezzuoli Rino non iscritto Tavarnelle V.P.
Capitani Ezio Segreteria D.S. Fed. Ancona - Presidente E.R.A.P.
Carbone Salvatore Tesoriere DS Novate-Milano
Cardini Franco Segretario Circoscrizione DS 1 Centro Storico
Carlei Carlo, membro Dir. Prov.le DS Catanzaro
Carmassi Daniele Consigliere Quartiere DS Massa
Canella Lamberto Direzione DS di Ferrara
Carotti Guido Capogruppo comunale per l’Ulivo Vicchio M.llo
Carnemolla Michele DS Firenze
Casa Luigi Laboratorio a Sinistra, Marigliano (NA)
Casalini Giovanni DS Pontassieve
Casetti Flavio DS Forlì Dirigente di legacoop nazionale
Castrucci Ilaria ( non iscritta) Latina – “La Città Futura”
Catarame Santo DS Catania
Catellacci Graziella, Ds Firenze
Cavicchioli Sandra DS Firenze
Cecchi Piergiuliano Direzione provinciale Ds Lucca
Cenna Carla Mirka Milano ( Non iscritta)
Cerrato Angelo, Consigliere Comunale Ds – Campi Bisenzio (Fi)
Cervetto Giuseppe, Segreteria SPI-CGIL Pinerolo (TO)
Ciampolini Pietro, non iscritto FI
Chiarini Mara, Ds Rignano (FI)
Ciagliè Carla, Villar Perosa (TO)
Cimoli Franco membro della Commissione Garanzia DS Massa
Corda Alessandro Milano (non iscritto)
Coisson Vera Torre Pellice (TO)
Contini Elio membro del direttivo e della direzione della federazione DS di Cagliari
Colangelo Marco DS Firenze
Collesei Stefania, presidente del Quartiere 5 Firenze
Conte Maria Teresa, Circolo Femminile laburista Massa
Cosumano Uccio Direttivo comunale DS Massa
Costantino Claudio sindaco Villar Perosa (TO)
Cotti Lamberto direzione provinciale DS Bologna.
Cundari Alfredo (non iscritto Roma)
Cursio Enzo (Roma - non iscritto)
Dani Massimiliano DS S. Miniato (PI)
Dandolo Antonio Laboratorio a Sinistra, Marigliano (NA)
D’Artorio Luca, Ds Porta Venezia (MI)
Dattilo Gianni, segr. Comp. CGIL Lamezia Terme
Decandia Davide, non iscritto Molfetta (Br)
Del Carlo Alberto non iscritto – Lucca
De Luca Giuseppe, DS Modena
De Vivo Paola Napoli, non iscritta
Di Bella Rosella DS Firenze
De Bortoli Alberto, non iscritto - Venezia
De Santis Lelio, Ds L’Aquila
Demi Ilio, segr. pubblico impiego Livorno
Di Giammatteo Laura, Ds Firenze
Di Grazia  Gianfranco non iscritto
Dolara Vieri ( non iscritto - Firenze)
Dolfi Fernando, sezione Ds “Circolo Laburista” Massa
Elli Raimondo Presidente della direzione cittadina milanese dei Ds e membro della direzione regionale lombarda.
Esposito Domenico Laboratorio a Sinistra, Marigliano (NA)
Esposito Vincenzo, Ds Napoli
Fabbrizzi Simona, Direzione Regionale Umbria Ds Città della Pieve
Falaschi Patrizia non iscritta - FI
Fantoni Mauro SMS Andrea del Sarto (Non iscritto) (FI)
Fedi Ernesto, Commissione Nazionale DS per il Programma – Piombino (LI)
Felleca Vincenzo: DS Sesto Fiorentino (FI)
Ferlenda Angelo, Consigliere Comunale Ds Pinerolese (TO)
Ferrara Michelina, Ds Torre Pellice (TO)
Ferrara Rosetta non iscritta
Ferrari Marte, Ds Lecco
Ferretti Alberto DS Bagno a Ripoli (FI)
Ferretti Alessandro DS Firenze
Ferretti Lucia Direzione regionale DS Toscana (FI)
Ferretti Piero DS Ponsacco (Pisa )
Fibbi Alviero Consigliere Comunale DS Pontassieve (FI)
Fittante Costante, Presidente Consiglio Regionale Garanti DS Calabria
Flore Antonio, Consigliere Comunale Ds – Comune di Pomezia (RM)
Fogagnolo Sergio DS Melegnano-Milano
Folli Maurizio Direzione provinciale DS Firenze
Fornaciari Massimo DS Santa Croce ( FI)
Fornero Osvaldo, Consigliere Ds comunale Bibiana (TO)
Fossati Angiolo, Ds Impruneta (Fi) – segretario di sezione
Fratesi Mario, DS Ancona
Frione Francesco, sezione DS “Circolo Laburista” Massa
Frizon Giampaolo, Ds Venezia
Gagliardi Simone. Direttivo Gruppo giovani Circolo Rosselli (FI)
Galastri Italo DS Arezzo
Gallo Giancarlo sezione DS di Massa “Circolo Laburista”
Geddes da Filicaia Costanza Consigliera DS Quartiere 1 Firenze
Gelli Alessandra, Ds Udine
Genre Marco Sinistra Giovanile Milano
Gentile Giancarlo DS, Somma Vesuviana (NA)
Ghelli Iacopo Consigliere DS Quartiere 2 Firenze
Giacco Luigi, Consigliere Comunale Ds Osimo (An)
Giacomelli Gionata Assessore alla Cultura, Buggiano (Pt)
Giambi Fabio, non iscritto
Gianni Stefano Direzione Comunale DS Massa
Giannoni Francesco, Consiglio Comitato Regionale ARCI Toscano (FI)
Gianotti Angela non iscritta- Milano
Ginesi Piero, assessore comunità montana di Valdicecina (PI)
Giorgetti Luigi, DS assessore alla Provincia di Pistoia
Giorgi Giovanni DS Pontedera (PI)
Giovanetti Stefano non iscritto (FI)
Giudici Gilberto non iscritto Milano
Ghinoi Luciano, Ds Firenze
Greco Francesco, DS Porta Venezia (MI)
Griffo Massimo: DS Firenze
Gualandi Enrico, Ds Imola – segr. Nazionale ANPI
GUZZI Gilberto D.S. Mortara (PV) Coordinatore Ulivo-Centrosinistra diMortara
Ivaldi Elsa DS Firenze
La Gala Nello portavoce Laboratorio a Sinistra, Marigliano (NA)
Lai Riccardo, DS Faenza/Ravenna
Lamon Fabio, DS Mirano (VE)
Lanzoni Luca DS Fiesole (Firenze)
Lasini Gino Segretario sezione DS laburista Massa
Lastrucci Piero, Ds Firenze
Lazzini Andrea, sezione Ds “Circolo Laburista” Massa
Lazzini Gino segretario sezione DS di Massa “ Circolo Laburista”
Lazzini Mauro, sezione DS “Circolo Laburista” Massa
Lenzi Marco, Ds Firenze
Libralon Domenico Villar Perosa (TO)
Liuzzi Michele, Ds Pontremoli
Lozza Maurizio DS Novate Milano
Luppichini Graziano Direzione Provinciale Ds Livorno
Maccari Pietro (non iscritto) Firenze
Maccarone Delia (non iscritto) Firenze
Maida Vito Assessore DS Comune Rufina (Firenze)
Maiorana Marcello, Ds Firenze
Maiorana Salvatore, Ds Firenze
Maggini Lorenzo DS Firenze
Maldini Daniela consigliere comunale DS Novate-Milano
Mancini Fausto DS Vimodrone (Milano)
Manetti Duccio Segretario Sezione DS Casellina
Mantovanelli Davide, Segretario organizzativo Federazione Ds Verona
Marciano Erasmo DS Firenze
Martuffo Calogero Sez DS Milano Centro- Milano
Martinelli Gabriele, Direttivo Federazione DS Lucca
Matteoli Massimo, assessore Ds Comune di Empoli FI
Menna Nicola DS Puglia
Milanesi Eugenio Pres. Cooperativa Edificatrice La Benifica di Novate – Milano
Miletta Fernando, membro Dir. Prov.le Ds Lamezia
Michelotti Roberto capogruppo DS  comune di Pescia (PT)
Mingardi Stefano Direzione provinciale DS di Bologna
Migliorini Riccardo Ds Seravezza
Mischi Fabio San Vincenzo (LI)
Mormile Antonio DS Pontedera (PI)
Nannucci Fabio, DS Firenze
Nariello Vincenzo, DS Firenze
Odetto Giorgio, vicesindaco comune di Rorà (TO)
Ofretti Martina sezione DS di Massa “Circolo Laburista”
Orlandi Rossella DS Empoli
Orlando Fulvio DS Federazione di Modena.
Palestini Andrea Capogruppo DS Provincia di Lucca
Pancaldi Giorgio Ds Modena
Pantani Sergio non iscritto-Firenze
Parrini Andrea Ds Strada in Chianti (Greve)
Pasquetti Ivo, Ds San Sepolcro (Ar)
Pellegrini Maria Antonietta, Coordinatrice Donne DS Porta Venezia, Milano
Perin Juri non iscritto- Milano
Pessina Paolo non iscritto-Parma
Pesucci Simona DS Firenze
Perin Pietro Direttivo Sez. DS Bortolotti Milano
Perdomi Carlo Direzione DS di Ferrara
Petricci Simone Consigliere Comunale DS e componente del Comitato Politico Provinciale Siena
Petrioli Tofani Anna Maria, Ds Firenze
Petrini Roberto Unione comunale DS Scandicci
Petrosillo Angelo DS Puglia – membro del direttivo “La Città Futura” Pisa
Picerno Daniele, membro del Direttivo Provinciale Udine
Picciati Cinzia, non iscritta
Piccione Francesco, Segretario sez. Rifredi Ds Firenze
Pirillo Diego DS Firenze – vicepresidente “La Città Futura” - Pisa
Pittana Giovanni, Segretario di sezione - Federazione DS di Torino
Poggiolini Amerigo, Consigliere Comunale a Livorno
Ponza Ernesto, Villar Perosa(TO)
Potecchi Nunzio Milano ( non iscritto)
Porzio Simone, DS Firenze e segretario provinciale SUNIA Firenze
Prasca Fabio Non iscritto
Roberto Prinzio presidente comunità montana Valchisone-Germanasca (TO) Ds
Provenzano Giuseppe Dir. Prov.DS Pisa, membro del direttivo “La Città Futura” Pisa
Rabitti Giovanna DS Firenze
Rasori Raimondo Presidente direzione comunale DS Massa
Reynaud Vittorina, Villar Perosa (TO)
Ricca Marco, Consigliere Comunale Ds – Firenze
Ribet Andrea, non iscritto Torre Pellice (TO)
Riga Graziella, Comp. Direzione Nazionale Ds
Rivoira Astolfo Sindaco di Rorà (Torino)
Rizzi Franca, segretario Unione Comunale DS di Verona
Rocco Francesco, Consigliere Provincia di Modena
Romagnesi Carlo Assessore al territorio e programmazione comunità montana oltrepò pavese
Romanoni Aurelio, DS Milano-centro (MI)
Romussi Fernando DS Sieci
Rossetti Maria Giovanna DS Massa
Rossi Serafina DS Scandicci
Ruscito Giovanna, cons. Ds Circoscrizione I – Firenze
Rostagno Piero segretario Ds di Torre Pellice (TO)
Ruggero Angelo presidente circolo Sandro Pertini Frosinone
Ruffino Elvio Direzione regionale DS Friuli Venezia Giulia e Presidente Consiglio comunale Udine
Russo Roberta, Ds Porta Venezia (MI)
Salvadori Maurizio DS Scandicci
Salviato Alvio Consigliere ESU Venezia
Salvioni Carlo,presidente della direzione provinciale DS di Bergamo
Santi Mariangela membro della direzione provinciale DS di Massa- Carrara
Scalioti Gaetano, Direttivo Ds Pomezia (RM)
Schiaroli Sergio Ds Fano, Presidente Prov. PU Federconsumatori
Scupilliti Claudio comune Milano
Seravalli Guglielmo Direttivo Sezione DS Santi Gozzoli Firenze
Sezione Ds Rifredi-Romito-Vittoria Firenze (direttivo)
Spaccazocchi Riccardo Presidente INPS di Pesaro-Urbino
Stamati Lena non iscritta-Roma
Sturiano Vincenzo, Capogruppo Ds Comune di Marsala
Tagliente Mario, DS Verona
Tarantola Guido DS Sesto Fiorentino
Tarassi Massimo DS Firenze
Tendi Enrico, Ds Firenze
Terracciano Pasquale membro del direttivo "La città futura" di Pisa
Tiberi Tommaso, Villar Perosa (TO)
Tocco Alessia, Ds membro Direttivo Regionale Udine
Tocco Andrea, DS Udine
Tognarelli Stefano, Assessore al Bilancio comune di Pontedera (PI)
Tonelli Nicola, Direzione provinciale DS Massa
Torre Marcellina, non iscritta Massa
Torricini Alfio Ds Firenze
Topi Carla DS Pontedera
Vaccari Stefano Assessore Provincia di Modena
Valentini Carlo DS Bologna
Valleri Stefano Figline ( non iscritto)
Vatteroni Paolo, sezione Ds “Circolo Laburista” Massa
Vercelli Roberto DS Massa
Vercelli Riccardo DS Pinerolo (TO)
Veri Maurizio Consigliere DS Comune di Borgo san Lorenzo
Vono Raffaella DS Calabria
Vella Clara Cingari, Consigliere Ds quartiere n. 5 Firenze
Zoppi Mariella Ds Firenze

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